Elizabeth racconta che 7 anni fa, mentre guidava uno scooter regalato al figlio, per sua sfortuna è caduta e si è fratturata il polso destro. In questo modo ha sviluppato la sindrome di Sudeck.
Sette anni fa, un incidente apparentemente semplice ha cambiato la vita di Elizabeth. Mentre si godeva un giro in scooter con suo figlio, subì una caduta che le fratturò il polso destro. Quello che sembrava un normale recupero si è trasformato in un incubo quando i medici le hanno diagnosticato la sindrome di Sudeck, nota anche come distrofia simpatica riflessa.
“La mia mano diventava completamente viola, il dolore era insopportabile e non potevo nemmeno toccarla. Sono stata indirizzata a specialisti che non sapevano come curarmi e, dopo un’operazione non necessaria, le mie condizioni sono peggiorate”, racconta Elizabeth.
Le sue condizioni sono peggiorate al punto che il dolore si è diffuso a tutto il braccio. I farmaci prescritti nell’Unità del dolore erano così forti da alterare la sua percezione della realtà. “Vedevo cose, non riuscivo a dormire, ero sempre all’erta per evitare che qualcuno mi toccasse il braccio”, ricorda.
Disperata per non trovare una soluzione, la sua famiglia prese addirittura in considerazione l’idea di curarsi in Italia. Ma tutto cambiò il giorno in cui vide in televisione un servizio sul dottor Piñal, uno specialista che sosteneva di poter curare la malattia di Sudeck. Non avendo nulla da perdere, Elizabeth decise di contattare il dottor Piñal. Non avendo nulla da perdere, Elizabeth decise di contattarlo.
“Era difficile da credere, ma abbiamo deciso di provare. Mi sono operata e, fin dal primo momento, il dolore è scomparso. È stato come vivere di nuovo. Ora faccio sport, guido, lavoro… Conduco una vita completamente normale”, racconta emozionata.
La sua storia è una testimonianza di speranza per chi soffre di questa malattia. “Voglio che questo aiuti altri pazienti a trovare una soluzione. Non arrendetevi, perché c’è speranza e c’è un trattamento”, conclude l’autrice.
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