SCRIVI LA SUA RICERCA E PREMI INVIO, PER FAVORE

Caso clinico: chirurgia dell’alluce valgo o dell’alluce

27 settembre, 2022

Cirugía juanetes 1

L’alluce valgo o borsiti, generalmente inclusi in quella che è nota come deformità acquisita dell’avampiede, rappresenta uno spettro di alterazioni progressive nella forma e nella posizione delle dita dei piedi. Colpisce principalmente le donne e la sua incidenza aumenta con l’età a causa della combinazione di molteplici fattori.

La correzione di queste deformità è prescritta quando provocano dolore o alterano la funzionalità, rendendo difficoltoso l’utilizzo di calzature normali. Sebbene si tratti di procedure consolidate, nel pubblico in generale esistono alcune convinzioni errate basate su brutte esperienze derivanti da trattamenti non specializzati. Lo studio individualizzato di ogni caso, rilevando le diverse problematiche che possono presentarsi, abbinandolo ai bisogni e alle aspettative dei nostri pazienti, ci permette di progettare un trattamento à la carte con cui correggere ciò che è opportuno raggiungere la soddisfazione.

Per illustrare questa mentalità, presentiamo un caso tipico, si tratta di una paziente di 74 anni, senza anamnesi di interesse, che è stata consultata per dolore progressivo e deformità del piede destro. Nello specifico, riferisce che l’alluce, cioè la punta più grande del piede, è stato deviato verso il resto, generando un’alterazione del profilo interno del piede, che è noto come borsite, essendo questo doloroso con lo sfregamento di le calzature e rendendo difficile indossare scarpe chiuse. A sua volta soffre di dolore al quarto dito, che è artigliato, cioè con flessione delle articolazioni interfalangee ma iperestensione dell’articolazione metatarso-falangea. Infine, soffre anche di un’alluce valgo o bunionette da sarto, che è sostanzialmente la deformità inversa dell’alluce valgo ma nel quinto dito, che devia verso il resto generando un rilievo sul bordo esterno del piede, inoltre la punta è al di sotto del quarto, cioè underduct.

Per valutare questo tipo di problema, di solito è solo necessario ottenere le corrette proiezioni radiologiche oltre ad un esame clinico adeguato e dettagliato. La chirurgia in questo tipo di patologia può essere eseguita a cielo aperto, cioè praticando ferite per accedere direttamente alle aree da trattare, oppure incisioni percutanee che consentono l’introduzione alla cieca di diversi strumenti che vengono manipolati sotto controllo da radiografie intraoperatorie. A seconda della patologia, entrambe le tecniche possono essere perfettamente combinate per offrire un trattamento personalizzato ad ogni paziente.

Nello specifico, in questo caso, è stata eseguita una tenotomia percutanea con un bisturi specifico per chirurgia percutanea per liberare completamente l’adduttore dell’alluce e ottenere l’apertura interna della prima articolazione metatarso-falangea. Quindi, in maniera aperta, è stata eseguita un’allucectomia, rimuovendo l’osso in eccesso nell’area dell’alluce e un’osteotomia combinata Chevron e Scarf del primo metatarso, fissandolo con viti cannulate nella posizione desiderata. Viene aggiunta un’osteotomia della falange prossimale che serve a finire di riallineare l’alluce compresa la rotazione del chiodo, allo stesso modo viene fissata con una vite cannulata per garantire la posizione adeguata. Nei tessuti molli si applica la capsula che era stata aperta all’inizio per aggiungere un gesto alla correzione e si controlla il buon range di movimento articolare.

Sebbene il quarto dito sia quello con più artigli, anche il secondo e il terzo dito presentano deformità, quindi tutti e tre vengono corretti eseguendo tenotomie selettive e artroplastica. Nello specifico nel quarto dito viene riallineata anche la deviazione interna che presenta. Si fissano temporaneamente con fili di Kirschner che verranno poi rimossi in ufficio. Infine, sul quinto dito si eseguono osteotomie simili a quelle del primo dito, fissandole con fili di Kirschner e correggendo l’unghia e la posizione sotto il quarto dito. In altre parole, si è agito sui cinque raggi del piede, compiendo specifici gesti chirurgici per ciascuno di essi e riuscendo così ad ottenere il risultato di allineare le dita tra loro senza deformazioni. Nel periodo postoperatorio si effettuano cure dirette che favoriscono il mantenimento delle correzioni nella loro posizione ideale.

L’appoggio immediato del piede è consentito con una calzatura post-chirurgica con suola rigida ma dritta, senza tallone rialzato, ottenendo un’andatura più normale senza dolore all’anca dovuto alla discrepanza di quella scarpa. Gli aghi vengono rimossi in consultazione a 4 settimane e la scarpa e le bende vengono sospese a 5 settimane. Successivamente, passa a una normale scarpa comoda e la riabilitazione consiste nel camminare. Risultato radiologico a 12 settimane con tutte le osteotomie consolidate e le deformità corrette. Si noti l’effetto del riallineamento della faccetta articolare del primo metatarso, le artroplastica nelle articolazioni interfalangee prossimali del secondo, terzo e quarto dito, nonché l’eliminazione dell’alluce valgo del quinto dito.